Tripletta azzurra alla 100ª 6Days: Italia campione del mondo a squadre, Junior e Verona vince l’assoluta
La nazionale di enduro è nuovamente sul tetto del mondo. Andrea Verona si aggiudica anche il titolo individuale

Nell’edizione numero cento della Sei Giorni di Enduro l’Italia vince il World Trophy, il Junior World Trophy e la classifica individuale assoluta con Andrea Verona. Per la seconda volta consecutiva la nazionale si impone dopo il doppio successo di Bergamo 2025. Non era mai accaduto, e il conto dei titoli azzurri sale a 35 dal 1913.
Un successo costruito giorno dopo giorno
Il verdetto finale è arrivato sulla sabbia di Sines, dove si è disputato il cross test conclusivo. La corsa era già stata indirizzata fin dall’inizio: gli azzurri hanno dominato la settimana portoghese dal primo giorno e hanno allungato fino al penultimo, quando, ormai saldamente al comando, hanno scelto di gestire la giornata in vista del finale.
Nel Trofeo il tempo complessivo dell’Italia è stato di 12h28’38’’, con la Francia staccata di 3’33’’ e la Svezia terza a 6’51’’. Il quartetto era composto da Verona, Morgan Lesiardo, Samuele Bernardini e Matteo Cavallo, convocati dal CT Cristian Rossi. Il cammino non è stato privo di ostacoli: errori, infortuni e una gara che ha messo in difficoltà tutte le squadre, tra polvere, sabbia e caldo.

Junior Trophy: il duello con la Francia e la sfortuna dei transalpini
Meno agevole la strada del Junior Trophy. Il confronto con i francesi è stato serrato nelle prime fasi, poi il ritiro di Thibaut Giraudon ha cambiato gli equilibri. Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli hanno chiuso con 9h40’54’’, davanti a Stati Uniti (+4’15’’) e Spagna (+7’09’’). Nella prova finale riservata agli Under 23 hanno occupato la terza, quarta e quinta posizione. Elgari è stato il giovane più veloce dell’intera Sei Giorni, con oltre tre minuti di vantaggio sullo statunitense Toby Cleveland.

Verona, l’assoluto: finisce l’egemonia di Garcia
La terza vittoria ha il volto di Andrea Verona. Il pilota Red Bull KTM Factory Racing, campione del mondo Enduro2 in carica, ha conquistato la sua prima vittoria assoluta alla Sei Giorni. Per riuscirci ha dovuto fermare Josep Garcia, compagno di squadra e detentore del record di cinque successi individuali.
Il duello è stato il filo rosso della settimana. Verona ha firmato il miglior tempo nel giorno d’apertura, infliggendo a Garcia quasi 30 secondi. Poi ha difeso la posizione con tre secondi posti consecutivi, prima di scendere al terzo nella penultima giornata. Garcia ha reagito vincendo le tre prove seguenti e piazzandosi secondo nella quinta, e prima del cross test finale il margine si era ridotto a meno di 10 secondi.
Nella prova decisiva Verona è partito bene e si è assestato in seconda posizione, sufficiente per blindare il successo. Garcia ha chiuso ottavo, e la caccia al sesto titolo si è fermata lì. Al traguardo il vantaggio sullo spagnolo è stato di 32 secondi. Lo spagnolo si è consolato con la classifica Enduro1.
«Ho conquistato il mio primo titolo individuale alla 6Days, una sensazione incredibile», ha detto Verona, ringraziando la squadra e la nazionale.

Le voci della squadra
Il presidente della FMI, Giovanni Copioli, ha definito la giornata «una pagina storica dello sport italiano», sottolineando la forza e lo spirito di squadra dei piloti in una gara molto dura. Il CT Cristian Rossi ha detto di non sapere quante altre formazioni sarebbero arrivate fino in fondo con gli stessi problemi fisici affrontati dagli azzurri, e ha indicato nell’atteggiamento dei ragazzi la vera arma in più.
Gli altri italiani
Buona la prova di Manolo Morettini, miglior pilota tra i Club, e di Simone Cagnoni. Ha pesato invece il problema tecnico che ha fermato Pietro Scardina al quarto giorno. Il Moto Club Italia era stato fino a quel momento la miglior formazione del Club Team Awards.
Nel Team Mitas si sono battuti gli italiani Ottavio Missoni, Cesare Zacchetti e Francesco Catanese.
Articolo di Thomas Pettenò
Photo Credit FIM – Fédération Internationale de Motocyclisme
