Gallery Motorcycles svela a MBE la nuova custom costruita per Damiano Roncaglioni
Il cultore lombardo della Harley-Davidson aggiungerà il nuovo capolavoro alla sua collezione eccezionale

Il cultore lombardo della Harley-Davidson aggiungerà il nuovo capolavoro alla sua collezione eccezionale, che comprende le le moto e i prototipi più importanti creati da Carlo Talamo.
Venerdì alle ore 16:00, la pluripremiata officina bresciana Gallery Motorcycles presenterà al pubblico di Motor Bike Expo la sua più recente creazione. Senza rovinare la sorpresa al pubblico di Verona, possiamo dire che il suo proprietario, Damiano Roncaglioni, non è un appassionato qualsiasi. Meglio: è un vero e proprio cultore. Dopo la “Dea della velocità”, uno straordinario tributo retro futuristico al pilota Joe Petrali, Mirko Perugini ha “letto” i suoi desideri per realizzargli una racer su telaio rigido ispirato alle Harley-Davidson da corsa degli anni 30-40, rivisitata intorno un bicilindrico 750 originale. Pochi sanno che il 47enne imprenditore bresciano è un collezionista di custom, special e pezzi unici da competizione. Ne possiede un’ottantina, soprattutto create e appartenute all’indimenticabile Carlo Talamo, l’uomo che portò Harley-Davidson e Triumph in Italia. La sua incredibile collezione dimostra anche come, dopo 31 edizioni di MBE (comprese quelle tenute a Padova, con un altro nome), il custom abbia ormai acquisito una dimensione e un valore storico paragonabili a quello delle moto classiche e youngtimer.

“Amo tutto ciò che è bicilindrico. Più della metà delle mie moto sono Harley-Davidson storiche, poi Ducati e Aprilia ex SBK e MotoGP. In più, da quando ho rilevato la collezione di moto di Carlo Talamo, ho iniziato ad apprezzare anche le sue moto da corsa Triumph degli anni 60”, spiega Roncaglioni. “Tutto iniziò alla fine degli anni 80 quando mio padre andò da lui per comprare un Fat Boy e si trovò davanti questo pazzo con le Superga bianche. Ero solo un bambino, ma mi rimase impresso il carattere temerario del personaggio. Diventando harleysta, ho avuto modo di conoscere Talamo meglio. Mi intrigava. Un suo adesivo sulla moto era uno status symbol. Dopo il lockdown, con l’aiuto di Lamberto e Marzia della Numero Uno di Milano, iniziai a collezionare i suoi pezzi unici. I primi due sono stati i prototipi del Softail Night Train e della 883R Stradale arancione, con pochissimi chilometri percorsi”.

Il custom è già storia? “Sì. Passata la moda, i cultori delle Harley storiche, chi le sa apprezzare davvero, sono rimasti pochissimi. I collezionisti hanno il dovere di custodire questa storia di 120 anni. Ho voluto riunire le moto di Carlo per evitare le speculazioni sul suo nome, sul suo genio. Non contano l’anno o il modello, ma chi le ha fatte e perché. Portarle al Motor Bike Expo? Sì, in futuro mi piacerebbe. Sarebbe bello organizzare uno stand dove esporle e raccontare la loro storia unica a chi non la conosce”.



