WorldSBK Portimao 2026. Bulega imprendibile
Weekend d’oro per la Casa di Noale, sempre più protagonista della stagione

Che fastidio!
Sin dalle prove del venerdì, la realtà è chiara sotto gli occhi di tutti: Nicolò Bulega è imprendibile, su questa pista. Va di più, nei giri liberi; ne ha di più, in bagarre; la sua Ducati Panigale V4R va più di qualsiasi rivale. A fronte di un leggero sottosterzo in ingresso curva con i freni tirati, tutte le altre aree sono sue.
Percorrenza a centro curva, trazione in uscita, fluidità nei cambi di direzione. Un cocktail esplosivo che agli avversari lascia soltanto le briciole. E agli spettatori, la mortale certezza di un campionato già scritto. Tutte le 6 manche del 2026 finora disputate portano il suo nome.

Secondo lui
L’autoctono Miguel Oliveira ci mette tutto se stesso. Ricordiamo ancora quando, nel 2020 – forte della conoscenza del territorio – vinse in solitaria la gara conclusiva della MotoGP. Perlopiù, in sella ad una KTM RC16 competitiva ma non universalmente vincente.
Quest’anno, passato di la in sella alla BMW M1000RR lasciata dal Campione del Mondo uscente Toprak Razgatlioglu, tenta di seguire Nicolò Bulega. E, contrariamente a come lo ricordavamo sui prototipi, guida la sua moto con gli occhi “fuori dal casco”. Staccate violente e derapate in uscita di curva legate da percorrenze con entrambe le ruote in derapata. Ma contro il binomio tutto italiano, non ce n’è.

Gli altri chi
Unico in grado di replicare i riscontri cronometrici di Bulega è – neanche a dirlo – il team mate Iker Lecuona. Ma gli altri faticano tutti. A partire dagli stessi Ducatisti, che tra errori, scivolate ed una presa di confidenza tardiva, cedono il posto alle BMW. Da segnalare la discreta prestazione di Jonathan Rea: sembra che, da quando è riqualificato da Honda come collaudatore, il 6 volte Campione del Mondo abbia ritrovato voglia di andar forte in moto. Pur anche sulla rabbiosa CBR1000RR-R.
Yamaha è ormai al capolinea del progetto R1. Un progetto iniziato nel 2014, brillantemente sviluppato nel corso degli ultimi 10 anni e noto per la sua versatilità telaistica e motoristica. Ma ora, i limiti della sua anzianità emergono curva dopo curva. Pazienza il giro libero, che in qualche modo esce fuori. Ma in bagarre…

Ma loro no!
A dividere queste discrepanze tecniche, troviamo un paio di belle vie di mezzo. I loro nomi sono: Bimota e Kawasaki. I loro telai offrono un feeling costante ed affidabile in inserimento e percorrenza di curva. E se la seconda si affida all’estro di Garrett Gerloff, la prima schiera due punte: il fantasioso Axel Bassani; l’affidabile Alex Lowes, che va puntualmente a riempire gli spazi bianchi tra Campioni e Cascatori.
Articolo di Smanettoni.net



