MotoGP Austin 2026. Bezzecchi e Aprilia dominano
Weekend d’oro per la Casa di Noale, sempre più protagonista della stagione

Torna la MotoGP nella Gara di Austin: il circuito texano tra i più tecnici e tortuosi del calendario. Il prologo del duello ci parla di un’Aprilia dominatrice ed una Ducati che perde terreno.
Di tutto
Sin dalle prove, Aprilia denota un passo complessivamente superiore. La pole va a Fabio Di Giannantonio. Marc Marquez, qui vincitore in moltissime occasioni, è relativamente in difficoltà. Pronti? Via! L’Aprilia di Marco Bezzecchi scatta davanti a tutti, seguita dalla Ducati di Pecco Bagnaia e l’Aprilia del suo compagno di squadra Jorge Martin.

E di più
Poche curve e Di Giannantonio ingaggia un duello aspro contro Marc Marquez. Alla staccata della Curva 12, dove telemetria ci insegna che si arrivi oltre i 350 km/h, Marc tenta l’ingresso sul compagno di squadra. Ma sollecitata da un eccessiva pressione sul freno, la forcella della sua Ducati si chiude. Nella scivolata, il catalano coinvolge anche l’incolpevole Diggia. Un sorpasso: molto aggressivo in assoluto; eccessivo per un primo giro. Anche di una Sprint Race.

Dum
Nel frattempo, Pecco Bagnaia pennella le curve texane con ritrovata scioltezza. Ma alle sue spalle arriva un missile nero. Un’Aprilia. Quella di Jorge Martin. Approdato nel team factory di Noale (VE) nel 2025, lo spagnolo è stato vittima di diversi infortuni. Parimenti, ha provato anzitempo a sciogliere il contratto che lo legava ad Aprilia per andare in Honda. La casa lo ha blindato, costringendolo a correre insieme anche nel 2026. Ma con quale clima?
Ma oggi, a prescindere di un contratto già firmato con Yamaha, Jorge si reincarna in Martinator: il pilota che nel 2024 è diventato Campione del Mondo proprio contro Pecco Bagnaia. Stagione riassunta con un singolo sorpasso alla Curva 12. Jorge Martin vince così la sua prima manche in sella ad Aprilia.

Ordine ristabilito
In Gara, si ripristinano gli equilibri: dopo la caduta nella Sprint Race del sabato, Marco Bezzecchi inizia all’istante una fuga solitaria. Vincerà la gara in scioltezza, seguito da Jorge Martin.
In seguito al contatto con Fabio Di Giannantonio, Marc Marquez deve scontare un long lap. Unito al suo ritmo comunque non eccelso, lo vedremo rientrare in pista al 10° posto. Ma è lì che vediamo un piccolo capolavoro: Enea Bastianin, Alex Marquez, Pecco Bagnaia…alla fine chiuderà 5°. Visto il momento tecnico di Ducati e personale dello stesso Marc, non ci si può lamentare.

Gap from the Jap
Honda e Yamaha sono in crisi nera. La RC213V di Tokyo gioca l’asso nell’ingresso curva e nei cambi di direzione: il suo interasse brevilineo aiuta i piloti a sterzare; molto meno nei lunghi curvoni di percorrenza. Lo sa bene Joan Mir.
Yamaha ha già giocato il suo asso: il motore V4. Una soluzione che ha tolto fiducia in inserimento, senza garantire significativi miglioramenti in uscita di curva. L’elettronica continua a lavorare eccessivamente, tagliando potenza. Alex Rins continua a cadere, Fabio Quartararo a metterci una pezza e mentre Jack Miller staziona nelle retrovie, Toprak Ragzatlioglu conquista il primo punto iridato nel Motomondiale.
Articolo di Smanettoni.net



